Tutti insieme in un solo grido “FORZA CHIETI”.

Pino Di Paolo: “Non è il momento dei processi, è invece il momento di stare uniti e compatti”.

Troppe volte, in questa stagione dannatamente sfortunata, abbiamo presentato le gare, definendole, enfaticamente, come partite da ultima spiaggia. Tutto vero e tutto falso! Erano solo partite che avrebbero potuto dare una svolta diversa a quest’annata. Ora, invece, siamo al “redde rationem”, alla resa dei conti. Noi o Forlì, vivere o morire! Siamo a tre o quattro o cinque passi da una sentenza inappellabile, definitiva. 

Inutile, dannoso e alquanto disonesto sarebbe nascondere le difficoltà in cui ci dibattiamo in questo momento. Se Forlì esce sconfitta dopo cinque gare combattutissime e dai contenuti tecnici più vicini ad un playoff che ad un playout, le Furie arrivano a questa sfida con il morale sotto i tacchi, per l’arrendevolezza palesata in terra di Calabria. Alla luce di quanto visto nel primo turno dei playout, fossimo cronisti imparziali non avremmo dubbi ad assegnare i favori del pronostico ai romagnoli. Per fortuna, però, il “darwinismo sportivo” delle sfide dirette azzera il pregresso e resetta speranze ed ambizioni, a volte contraddicendo, in forma misteriosa e crudele sino all’ingiustizia, benemerenze e rendite. Un antico proverbio latino recitava che “tra bocca e boccone possono succedere molte cose”, riferendosi alla possibilità che mutamenti imprevedibili possono accadere anche all’ultimo momento. Lo speriamo fiduciosi.

L’esonero di un allenatore non è mai una soluzione indolore e spesso si rileva inopportuna quanto scarsamente efficace. Bisogna però rilevare con altrettanta franchezza che la doppia debacle di Reggio ha fatto emergere l’avvenuto scollamento tra il tecnico e i giocatori, sempre più impegnati ma, al contempo, sempre più sfiduciati e confusi e, di conseguenza. sempre meno in grado di rispondere ai dettami dell’allenatore. Cose queste che nel basket, e non solo nel basket, spesso accadono, purtroppo, senza che ci sia una ragione vera. La palla balla sul ferro ed esce, cambia tutta la stagione. Avessimo vinto, come meritavamo, con Roseto, oggi probabilmente saremmo fuori da un bel pezzo dagli attuali venti di tempesta. Ma “cosa fatta capo ha” e ripensare a ciò, che poteva essere e non è, aggiunge solo amarezza. 

Di qui la necessità di cambiare in corsa il manovratore della locomotiva, alla vigilia della contesa con Forlì. Al teatino Pino Di Paolo il compito, difficilissimo quanto stimolante, di porsi alla guida della squadra e di riuscire laddove due tecnici di consumata esperienza hanno fallito. Lui, motivatissimo, non mostra timori di sorta nell’assumere il ruolo di “salvatore della patria” e sembra avere idee ben chiare su come uscire alla svelta dall’attuale difficile momento: “Arriviamo a questa sfida forti della scossa del cambio di allenatore e chiaramente tutti dobbiamo essere attenti e responsabilizzati nell’assolvere al meglio i nostri compiti Dobbiamo essere chiari e semplici nell'eseguire il piano partita e soprattutto duri dal punto di vista difensivo. Proprio la difesa, sarà la chiave  per vincere questa serie. Forlì viene da una serie molto combattuta, persa a gara 5 con Scafati. Conosciamo bene la squadra romagnola e sappiamo di dover fare particolare attenzione a Johnson e Adebagoye, molto pericolosi sul fronte offensivo. Dal canto nostro, abbiamo bisogno di fiducia, coesione e compattezza perché solo così potremo vincere e raggiungere l’obiettivo che ci prefiggiamo. Conterà moltissimo il fattore campo, che è a nostro favore e che dobbiamo sfruttare al meglio. Chiedo per questo motivo a tutti i tifosi,  che ringrazio per le grandi attestazioni di stima che mi hanno fatto pervenire in questi giorni, di sostenerci senza sosta per tutti i quaranta minuti di gioco, anche nei momenti di difficoltà. Non è questo il momento dei processi, è invece il momento di stare uniti e compatti. Fondamentale sarà aggiudicarsi gara 1, per ritrovare quel morale necessario a sostenere una sfida senza ritorno e ad altissimo coefficiente di difficoltà. Trecento tifosi ospiti giungeranno da Forlì, accogliamoli degnamente come abbiamo sempre fatto e confrontiamoci con loro mostrando tutto il nostro calore e tutta la nostra eccezionale passione. Possiamo farcela, dobbiamo farcela”. Dello stesso tenore e contenuto sono le parole del capitano Gigi Sergio : “Venderemo cara la pelle per difendere come meglio possiamo questa categoria. Sarà importante l'apporto dei nostri tifosi, dato che avremo il fattore campo a favore e a loro mi rivolgo in qualità di capitano. Sosteneteci con tutta la forza che avete, applaudite anche i nostri eventuali errori, abbiamo un bisogno enorme del vostro calore e del vostro sostegno incondizionato”.

Parole chiare ed eloquenti, la squadra ha bisogno, oggi più che mai, dei suoi tifosi e di un PalaTricalle brulicante di pubblico e di entusiasmo. La serie A2 può e deve essere salvata tutti insieme: staff, giocatori e tifosi. Per questo, domenica prossima alle ore 18.00, dovrà riecheggiare, assordante e assoluto, un solo grido: “Forza Chieti”. 

 

FURIE COMMUNICATION AND PRESS OFFICE MANAGER 

MASSIMO RENELLA