• 28 Giugno 2017
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Il re è morto lunga vita al re.

Un quasi testamento letterario e giornalistico.

"The King is dead, long live The King!”, una locuzione apparentemente contraddittoria utilizzata per annunciare la morte del sovrano e contemporaneamente assicurare il suo successore al trono. La Pallacanestro di Chieti ha un nuovo patron, basta sfogliare i giornali per accorgersi che nel giro  di poche ore Gabriele Marchesani ha spodestato, si fa per dire, l’ingegner Di Cosmo. Sic transit gloria mundi. Sull’ingegner Gianni potrei scrivere un libro, non lo farò perché sarebbe un’agiografia e da laico dico che la cosa non è nelle mie corde. Conosco i suoi furori e le sue passioni, l’autentica generosità verso la sua squadra ed in particolare verso i suoi giocatori che a dispetto del suo vulcanico carattere ha sempre coccolato, a volte anche troppo, come figli al pari del più devoto dei padri. Un uomo solo al comando con l’intento ferocemente atteso di ridare vita ad un sogno già vissuto da ragazzo, un visionario con i piedi ben piantati per terra. Tutto questo e di più o, come sostiene qualche suo detrattore, di meno. Un uomo d’altri tempi in un mondo bizzarro e paradossale. Come paradossale è l’accusa che gli viene da sempre rivolta, non quella di non essere capace ma di non essere simpatico. Come se la simpatia si vendesse a tocchi o tanto al grammo dal pizzicagnolo! Caro Gianni sei stato capace di portare la Pallacanestro Chieti dalla serie Z alla serie A ma che ci frega, non sei simpatico. Questa tua aria da colonnello trinariciuto poco ispirava i tifosi da salotto, che ancor meno in simpatia avevano i tuoi pochi e odiatissimi pretoriani. Eri la foglia di fico di tanti imprenditori, quelli che sentenziavano “mi piacerebbe fare qualcosa per la pallacanestro ma finchè c’è Di Cosmo non caccio una lira”.  Eri un autocrate, un Luigi XIV in sedicesimi, la società iniziava e finiva con te, è stata questa la tua forza, è stato questo il tuo limite. Questi dodici anni di storia sono tutti improntati su di te, la pallacanestro a Chieti è rinata con Di Cosmo e muore con Di Cosmo. Caro Gianni, Il mio personale giudizio su questi anni lo conosci, inutile ribadirlo ma adesso è troppo presto per rimpiangerti. Ai posteri l’ardua sentenza. 

Soppresso il dittatore, spazio al nuovo che avanza, Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé! Contre nous de la tyrannie, l'étendard sanglant est levé.  Il giorno della liberazione è arrivato e a capo dei nuovi salvatori c’è Gabriele Marchesani. Di lui conosco pochissimo, ricordandolo undicenne giocatore di una squadra di beach soccer che si guadagnò grande fama e molti trofei sui principali lidi francavillesi, sotto l’egida del sottoscritto in veste di truce ginnasiarca di  giovani promesse. Ricordo Gabriele dotato di un tiro potente quanto preciso che in più di un’occasione ci spianò la via in situazioni difficili. Poi nulla per più di trent’anni, visti i miei lunghi soggiorni ambrosiani, ed adesso lo ritrovo in veste di intraprendente ed abile imprenditore, appassionato patron delle due ruote e novizio sostenitore della palla al cesto. A lui rivolgo i miei più calorosi auguri, sperando che questa sua nuova passione sia foriera di una rinnovata e gloriosa stagione della pallacanestro teatina. Un consiglio, trovi al più presto una guida tecnica e manageriale d’esperienza, possibilmente non autoctona, nemo propheta in patria, e a lui, solo a lui dia le chiave del vapore. Non si contorni di consigliori e amici de la ventura, badi al sodo e non alle chiacchiere da chat. Suerte chico!

Siamo ai saluti, prendo così congedo da voi, ringraziandovi per la pazienza e l’ostinazione di avermi e averci, seguito sempre con tanto affetto. Potrei snocciolare i numeri che testimoniano la crescita esponenziale che abbiamo avuto in fatto di esposizione mediatica ma, amandovi tutti indistintamente, ve li risparmio. La mia esperienza si chiude qui, non sono un uomo per tutte le stagioni, spazio ai giovani o a chi vorrà continuare nel difficile compito di raccontare le vicende, spero fortunate, della pallacanestro teatina. Ringrazio il Presidente Di Cosmo e la signora Barbara, per avermi onorato della loro amicizia e del loro rispetto professionale. Un ringraziamento particolare va inoltre a Guido Brandimarte, al conte Max e al grandissimo e impareggiabile Marcello Sulpizio e al dottor Lello. Ai magnifici quattro della redazione non va solo il mio rispetto ma anche la mia ammirazione. Bravissimi sempre, ovunque e comunque, nonostante i frequentissimi scleri del sottoscritto. Giusto e doveroso ricordare per intero i loro nomi: Emy De Maio, Federico Ionata, Emanuele Di Nardo e Gianfilippo Monti. Grande squadra che spero di poter continuare a tenere unita anche in un progetto editoriale che sto costruendo. Grazie ancora al mio unico e pazientissimo lettore, al quale rinnovo, non so dove e non so quando, l’appuntamento per continuare a chiacchierare di basket ed altre amenità. È proprio tutto … e l’ultimo spenga la luce.

 

FURIE COMMUNICATION AND PRESS OFFICE EX MANAGER

MASSIMO RENELLA